Chi sono gli alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES)

I Bisogni Educativi Speciali sono particolari esigenze educative che gli alunni possono manifestare con continuità o per determinati periodi della loro vita, “per motivi fisici, biologici, fisiologici o anche per motivi psicologici, sociali, rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta” (Direttiva Ministeriale 27/12/2012).

La Direttiva classifica i BES in tre grandi sotto-categorie: quella della disabilità; quella dei disturbi evolutivi specifici e quella dello svantaggio socio- economico, linguistico, culturale.

Si precisa che la diagnosi di BES non esiste; BES è una definizione pedagogica e non clinica (I DSA e gli altri BES, Consiglio Nazionale Ordine Psicologi, 2016).

Organigramma e funzionigramma area alunni con Bisogni Educativi Speciali (BES)

Dirigente Scolastico

  • Responsabile dell’organizzazione dell’integrazione degli alunni BES e di vigilare sull’attuazione di quanto deciso sui piani educativi e didattici personalizzati e individualizzati.

Funzione strumentale area alunni BES (Legge 104, DSA e altri BES)

  • si interfaccia con la dirigenza per la definizione delle procedure;
  • coordina le attività della commissione, del Gruppo di Lavoro H operativo sui singoli alunni;
  • si occupa della parte gestionale/organizzativa riguardante;
  • si occupa della attribuzione dei casi e della composizione delle cattedre;
  • collabora alla predisposizione del bando per l’assegnazione del servizio educativo scolastico;
  • organizza l’orario dei docenti e degli educatori;
  • supporta i docenti assunti su posti di sostegno non specializzati;
  • si occupa dell’organizzazione dei Piani Educativi Individuali (PEI);
  • partecipa al Gruppo di Lavoro per l’Inclusione;
  • supporta il lavoro di segreteria per la raccolta e l’aggiornamento delle certificazione Legge 104/92, per la raccolta dei PEI e delle relazioni finali, per l’aggiornamento dei dai sulla piattaforma dell’Ufficio Scolastico Regionale per la definizione dell’organico per il sostegno;
  • partecipa agli incontri istituzionali e svolge funzione di raccordo con le scuole di grado inferiore;
  • propone e predispone la modulistica;
  • si interfaccia con la funzione strumentale per la gestione del sito web;
  • attiva le procedure per la somministrazione dei farmaci.
  • organizzare l’accoglienza in ingresso interfacciandosi con i docenti di sostegno delle scuole di grado inferiore, con la famiglia e con i colleghi dell’istituto;
  • progettare, organizzare e realizzare le attività legate ai progetti che potenziano l’offerta formativa per gli alunni diversamente abili e non.
  • formalizzare il protocollo di accoglienza degli alunni DSA;
  • supportare i docenti sulle tematiche legate agli alunni DSA;
  • supportare i docenti sulla stesura dei PDP;
  • produrre il materiale per la realizzazione di uno spazio da dedicare alle tematiche degli alunni DSA e altri BES utili alle famiglie e agli insegnanti;
  • ricercare i bandi per l’inclusione.

GLHO

Gruppo di Lavoro per gli alunni diversamente abili operativi (GLHO) ai sensi dell’art. 15 comma 2, art. 12 comma 5 L. 104/92.

Il gruppo è formato da tutti i docenti di sostegno specializzati, docenti curriculari e operatori socio-sanitati e si riunisce almeno due volte all’anno. Il GLHO ha il compito di:

  • redigere il PEI condiviso con il consiglio di classe, gli operatori socio-sanitari e la famiglia e richiedere le risorse necessarie per l’intervento didattico;
  • verificare periodicamente gli obiettivi definiti nel PEI.

Il gruppo di lavoro dei docenti di sostegno hanno il compito di:

  • rapportarsi con le famiglie degli alunni diversamente abili;
  • rapportarsi con gli operatori socio-sanitari agni qualvolta si ravvisi la necessità di un confronto;
  • occuparsi della realizzazione di progetti a favore degli alunni diversamente abili;
  • svolgere attività di ricerca-azione a favore della formulazione di griglie di valutazione delle conoscenze e delle competenze da adottare nel caso di programmazioni differenziate;
  • occuparsi dell’aggiornamento normativo.

GLI

Gruppi per l’inclusione scolastica degli alunni con Bisogni Educativi Speciali

Il Gruppo di lavoro per l’inclusione (GLI) ai sensi della Circolare Ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013

La Circolare Ministeriale n. 8 del 6 marzo 2013 individua nel Gruppo di lavoro per l’inclusione l’organo preposto alle seguenti funzioni:

  • rilevazione dei BES presenti nella scuola;
  • raccolta e documentazione degli interventi didattico-educativi posti in essere anche in funzione di azioni di apprendimento organizzativo in rete tra scuole e/o in rapporto con azioni strategiche dell’Amministrazione;
  • focus/confronto sui casi, consulenza e supporto ai colleghi sulle strategie/metodologie di gestione delle classi;
  • rilevazione, monitoraggio e valutazione del livello di inclusività della scuola;
  • raccolta e coordinamento delle proposte formulate dai singoli GLHO sulla base delle effettive esigenze, ai sensi dell’ art. 1, comma 605, lett. b), della legge n. 296/2006, tradotte in sede di definizione del PEI come stabilito dall’ art. 10, comma 5 della legge 30 luglio 2010, n. 122;
  • elaborazione di una proposta di Piano Annuale per l’Inclusività riferito a tutti gli alunni con BES, da redigere al termine di ogni anno scolastico.

Il Gruppo di Lavoro per l’Inclusione dell’istituto è composto da:

Il Dirigente scolastico o un suo delegato coordina, presiede le riunione, segue le attività del gruppo e delibera.

La funzione strumentale inclusione pone problemi, suggerisce strategie.

La commissione inclusione partecipa alla discussione del gruppo, alla revisione dei documenti proposti, pone i problemi relativi all’ambito dell’inclusione in cui operano.

La funzione strumentale qualità partecipa alla discussione del gruppo, alla revisione dei documenti proposti e valuta il grado d’inclusività della scuola.

I responsabili d’indirizzo partecipano alla discussione del gruppo, alla revisione dei documenti proposti e raccolgono le problematiche relative all’inclusione sottoposte dai docenti dell’indirizzo di studi che rappresentano.

La responsabile del progetto CIC partecipa alla discussione del gruppo, alla revisione dei documenti proposti e raccoglie i bisogni e le difficoltà degli alunni da un punto di vista relazionale.

Gli obiettivi di lavoro del GLI sono riportati nel Piano Annuale per l’inclusività allegato al PTOF.

Accoglienza alunni adottati

La Nota MIUR prot. n. 7443 del 18/12 /2014 è uno dei primi interventi volti favorire il diritto allo studio degli alunni adottati. La Legge n. 107 del 13 luglio 2015 all’art. 1 comma 7 lettera l ribadisce che il potenziamento dell’inclusione scolastica e del diritto allo studio degli alunni con bisogni educativi speciali deve avvenire attraverso percorsi individualizzati e personalizzati includendo in questi percorsi anche gli alunni adottati.

La Toscana è stata la prima Regione che ha strutturato un percorso formativo rivolto ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado al fine di diffondere una sensibilità nei confronti degli alunni adottati. Il punto di partenza della riflessione è stato quello di permettere alle famiglie di sapere che nelle scuole sono presenti docenti referenti per l’accoglienza degli alunni adottati e che sia previsto un progetto di supporto dell’alunno e della famiglia.  Il passo successivo è stato quello di suggerire la predisposizione sul sito della scuola di uno spazio informativo per mettere in evidenza l’esistenza del progetto di accoglienza. Questo approccio evita la stigmatizzazione dell’alunno adottato in generale e consente a coloro che invece hanno bisogni speciali di poter essere seguiti all’interno del percorso BES come previsto dalla Legge 107/15. La necessità di sensibilizzare le scuole per l’attivazione di progetti di accoglienza nasce dalle previsioni fornite dal MIUR sull’arrivo futuro di ragazzi adottati in età scolare; persone portatrici di esperienze personali che hanno già inciso sulla loro crescita e formazione e che potrebbero ripercuotersi sull’andamento scolastico.

L’istituto ha individuato un referente per l’accoglienza degli alunni adottati e il progetto prevede di predisporre sul sito della scuola uno spazio dedicato all’accoglienza, di strutturare un protocollo di presa in carico della famiglia e dell’alunno e di coinvolgere il coordinatore di classe per condividere le strategie e i modi d’intervento didattico a favore dell’alunno.

Somministrazione farmaci

All’interno dell’Area BES vanno inseriti gli alunni che necessitano o possono all’occorrenza necessitare della somministrazione di farmaci in orario scolastico.

Testo di riferimento a livello nazionale sono le Raccomandazioni del Miur del 25.11.2005.

Si tratta di una problematica probabilmente meno diffusa che in altri ordini di scuola in quanto la nostra utenza spesso risulta  autonoma in termini di auto-somministrazione nell’ambito di patologie di cui si è maturata piena consapevolezza. Restano comunque casi in cui si rende necessario l’intervento dell’adulto per temporanea inabilità dell’alunno a procedere all’auto-somministrazione (perdita di lucidità, perdita di coscienza ad esempio a seguito di crisi epilettiche, crisi glicemiche ecc.).

Per attuare la corretta procedura il responsabile per la somministrazione farmaci

  • raccoglie tutte le segnalazioni dei consigli di classe relative a casi noti di alunni che assumano sistematicamente o periodicamente farmaci;
  • informa le famiglie interessate circa la possibilità di attivare il protocollo per la somministrazione dei farmaci in orario scolastico;
  • stipula insieme alle famiglie interessate il suddetto protocollo previo accertamento della presenza del piano terapeutico comprensivo delle indicazioni di somministrazione;
  • redige e firma assieme alla famiglia il verbale di consegna farmaco;
  • si accerta che il farmaco sia conservato nel luogo più idoneo dell’edificio scolastico e comunque secondo quanto indicato dal piano terapeutico e ne verifica periodicamente la data di scadenza;
  • consegna in segreteria alunni tutta la documentazione (piano terapeutico, protocollo, verbale di consegna del farmaco) e, nel rispetto della privacy, indica le modalità di consultazione ai docenti interessati;
  • partecipa ai consigli di classe o eventuali PEI o PDP degli alunni per cui è stato attivato il protocollo;
  • fornisce chiarimenti ai docenti e personale ATA circa la documentazione e le procedure sopra esposte, le responsabilità e gli adempimenti a tale proposito;
  • sensibilizza i docenti e personale ATA sull’importanza di una cultura dell’inclusione  e della formazione al riguardo, coordinandosi in maniera continua e sistematica con le altre funzioni strumentali.