Talete di Mileto

La prima fase del pensiero greco si apre con la scuola filosofica ionica di Mileto. La scuola di Mileto inizia con Talete.

Talete è considerato il primo filosofo della tradizione scientifica del nostro pensiero occidentale. Talete di Mileto è filosofo perché con spirito teoretico persegue disinteressatamente la conoscenza per se stessa, perché la sua indagine è rivolta all’intera realtà, perché nella ricerca ricorre alla ragione, perché cerca di spiegare la natura con la natura. Nel proprio tentativo di comprenderlo razionalmente Talete riconduce il mondo ad un unico principio: l’acqua. Werner Heisenberg richiamava che Aristotele attribuisce a Talete l’affermazione che l’acqua è la causa materiale di tutte le cose: è la prima espressione dell’idea di una sostanza fondamentale di cui il resto è semplice forma transitoria; questa sostanza fondamentale è vitale e non puramente materiale. Per Heisenberg può ben immaginarsi che a suggerire a Talete l’idea dell’acqua sostanza delle cose siano state considerazioni meteorologiche: di quanto ci è noto è l’acqua a prendere le forme più diverse; l’acqua può d’inverno presentarsi come ghiaccio e neve, può divenire vapore e nubi, pare farsi terra nel delta dei fiumi e dalla terra può sorgere; dall’acqua dipende la vita.

Da Talete di Mileto a Parmenide di Elea: il monismo presocratico

Il periodo da Talete di Mileto a Parmenide di Elea può considerarsi il primo periodo della filosofia greca: è l’età che va dal momento in cui si colloca l’esordio della filosofia occidentale al momento in cui emerge l’incoerenza del monismo dei primi pensatori naturalisti presocratici, che riconducevano tutte le cose ad un solo principio di tipo materiale. Con Parmenide entra in crisi la precedente approssimazione filosofica diretta alla realtà naturale. Con Parmenide si pone il problema ontologico dell’essere. Con Parmenide l’ontologia è affiancata dalla logica.

Dal mito alla filosofia

Prima della fioritura della filosofia occidentale nella Grecia del secolo VI a. C. le spiegazioni degli accadimenti o dello stesso mondo erano semplicemente religiose, teologiche, mitiche. Per i Greci la realtà era eterna e coincideva con la natura: il resto era dai Greci ricondotto alla ricca mitologia. Con l’emergere della filosofia nella spiegazione delle cose al mito subentra la ragione. Il passaggio dal mito alla filosofia fu naturalmente lento e graduale. Il passaggio dal mito al pensiero filosofico e scientifico richiese una realtà sociale, culturale, economica propizia. Il sorgere della filosofia fu suscitato da una crescita delle tecniche in un ambiente aperto e libero. La filosofia nasce nel contesto coloniale greco ionico delle coste egee dell’Asia Minore – odierna Turchia – che costituiva una civiltà in espansione dalla progredita e ricca tecnica. Giulio Preti richiamava che la riflessione scientifica è sorta dalla riflessione tecnica come il discorso teologico dalla prassi magica.

La nascita della filosofia occidentale in Grecia

La fioritura della filosofia occidentale si riconduce alla civiltà greca. Bertrand Russell definisce filosofia e scienza come noi le conosciamo invenzioni greche. Rilevava ancora Russell che il tono occidentale della nostra civiltà inizia coi Greci: ai Greci si devono ragionamento deduttivo e geometria; nella scienza sperimentale specialmente con Archimede i Greci anticiparono i metodi moderni, ma non riuscirono a costituire una tradizione.

La filosofia occidentale nasce in Grecia nel sesto secolo avanti Cristo. La filosofia occidentale si fa cominciare in Grecia con Talete di Mileto nel VI secolo a. C. La ricerca di Talete è, in effetti, razionale. Talete indaga scientificamente la natura, e indica nell’acqua il principio di tutte le cose. La totalità del reale è da Anassimandro invece ricondotta all’indefinito.

Nell’atteggiamento filosofico si fondono ragione e passione distaccata. Russell sottolinea che la pura curiosità razionale conferisce agli antichi greci il posto speciale nella storia.